

COMUNICATO STAMPA
Per la Sardegna, per la salute, per la dignità del popolo sardo: Progresso Sostenibile Sardegna all’udienza preliminare ha chiesto ufficialmente di costituirsi parte civile
Cagliari, 27 Febbraio 2026 – All’udienza preliminare di ieri presso la Procura della Repubblica di Cagliari, Progresso Sostenibile Sardegna ha compiuto un atto di responsabilità, di coraggio e di amore profondo per la propria terra: la richiesta di costituzione di parte civile nel procedimento che ipotizza potenziale inquinamento, disastro ambientale e danno alla salute pubblica connessi alle attività industriali riconducibili a SARAS e SARLUX.
Questa scelta nasce da una ferita collettiva che la Sardegna porta addosso da decenni. Una ferita fatta di promesse di lavoro usate come ricatto, di occupazione contrapposta alla salute, di sviluppo imposto al prezzo della devastazione ambientale e dell’aumento delle malattie. Un copione già visto, ripetuto troppe volte: o il lavoro o la vita. Un ricatto inaccettabile per un popolo che ha già pagato un prezzo altissimo.
Le accuse e il dovere della verità
La Procura contesta condotte che, secondo l’impianto accusatorio, potrebbero aver compromesso l’ambiente e messo a rischio la salute delle comunità locali. Emissioni, ricadute, esposizioni prolungate: non numeri astratti, ma persone, famiglie, bambini, anziani. La magistratura farà il suo corso, nel pieno rispetto delle garanzie, ma il dovere civile è non voltarsi dall’altra parte.
Una battaglia che parte da lontano
Progresso Sostenibile Sardegna non è nata sull’onda dell’emergenza. Già prima del 2013, l’associazione ha iniziato a denunciare, studiare, documentare.Quando parlare significava essere isolati. Quando chiedere dati voleva dire disturbare equilibri consolidati. Anni di lavoro silenzioso, di analisi scientifiche, di segnalazioni, di informazione ai cittadini, di difesa ostinata del diritto a respirare aria pulita e a vivere in una terra non avvelenata.
La guida scientifica e morale della dr.ssa Ph.D. Giulia Moi
Questo percorso è stato guidato dalla Presidente Giulia Moi, biologa con PhD in Biologia Molecolare e Farmacologia presso il King’s College London. Gia europarlamentare nella commissione ENVI (Ambiente, Salute e Sicurezza Alimentare). Una scienziata che avrebbe potuto restare lontano, costruire una carriera altrove, e che invece ha scelto di mettere competenze, metodo e rigore scientifico al servizio della Sardegna.
Sotto la sua guida, l’associazione ha trasformato l’indignazione in dati, il dolore in analisi, la rabbia in azione civile. Sempre con una bussola chiara: la salute non è negoziabile, l’ambiente non è una merce di scambio, il lavoro non può essere fondato sulla malattia e sulla paura.
Basta sacrificare la Sardegna
La costituzione di parte civile è un atto politico nel senso più alto del termine: difendere l’interesse collettivo. Difendere la propria terra, la Sardegna. È dire con forza che la Sardegna non è una colonia industriale, che il popolo sardo non può essere ancora una volta sacrificato in nome di profitti altrui.
Progresso Sostenibile Sardegna si schiera accanto ai cittadini, al popolo sardo, alle madri che temono per i propri figli, ai lavoratori che non vogliono più scegliere tra stipendio e salute, a un popolo stanco di essere sfruttato e ricattato.
Questa non è una battaglia contro il lavoro.
È una battaglia per un lavoro che non uccida.
Per una Sardegna che viva, respiri, cresca.
Per la dignità di un popolo che chiede solo ciò che dovrebbe essere scontato: giustizia, salute, futuro.
«La Sardegna è stanca di essere sacrificata. Stanca di essere usata, spremuta, avvelenata. Stanca di dover ringraziare per un lavoro che spesso arriva insieme alla malattia, alla paura, al silenzio imposto.»
«Per troppo tempo ci hanno detto che dovevamo scegliere: o il lavoro o la salute. È la più grande menzogna raccontata al popolo sardo. La salute non è una concessione, è un diritto. E nessun diritto può essere barattato.»
«Da scienziata so leggere i dati. Da sarda so leggere la sofferenza negli occhi delle persone. E quando scienza e realtà raccontano la stessa storia, il silenzio diventa complicità. Noi quel silenzio lo abbiamo rotto.»
«Questa terra non è una zona di sacrificio. Non è una colonia industriale. Non è il prezzo da pagare perché altri prosperino. La Sardegna è casa nostra, e nessuno ha il diritto di devastarla.»
«Ci siamo costituiti parte civile perché qualcuno deve dire basta. Basta ricatti occupazionali. Basta profitti costruiti sulla paura. Basta scelte fatte sempre sulla pelle degli stessi: dei sardi.»
«Non siamo estremisti. Siamo cittadini che pretendono verità. Siamo lavoratori che pretendono sicurezza. Siamo un popolo che pretende rispetto. E non torneremo più indietro.»
«Questa battaglia non è contro il lavoro. È per un lavoro che non uccida, che non ammali, che non costringa le persone a scegliere tra vivere e sopravvivere.»
«La Sardegna si difende. Oggi, qui, con coraggio. E questa volta non resterà sola.»
— Dr.ssa Oh.D. Giulia Moi

